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Categoria: Voices | HYBRITUDE Music

CONCERTO | FUJI YUKI

Mercoledì 8 aprile 2026, ore 21.00

L’8 aprile 2026 MITA Centro Culturale ospita Fuji Yuki, artista giapponese tra le voci più radicali e riconoscibili della scena sperimentale contemporanea, nell’ambito della rassegna Voices | HYBRITUDE Music.

La sua ricerca si sviluppa intorno alla voce come strumento primario, capace di superare i confini del linguaggio e della forma musicale tradizionale. Attraverso tecniche estese, improvvisazione e una forte presenza performativa, Fuji Yuki costruisce paesaggi sonori in cui il suono diventa gesto, corpo, materia.

La sua pratica attraversa canto tradizionale e sperimentazione vocale, dando vita a un’esperienza di ascolto intensa e fisica, in cui la voce si trasforma continuamente: da respiro a ritmo, da suono puro a forma espressiva complessa. Il risultato è una performance che si muove tra dimensione rituale e contemporanea, capace di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e immersivo.

Inserito nel percorso di Voices | HYBRITUDE Music, il concerto di Fuji Yuki si colloca all’interno di una riflessione più ampia sulla voce come territorio di esplorazione e incontro tra culture, linguaggi e pratiche artistiche diverse.

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CONCERTO | AMORANTE & LOS SARA FONTAN – So

Mercoledì 11 marzo 2026 MITA Centro Culturale ospita SO, progetto del polistrumentista basco Amorante e del duo catalano Los Sara Fontan, una delle esperienze performative più originali della scena sperimentale europea.

Concepito come un dispositivo di ascolto radicale, SO si sviluppa senza palco e con un’illuminazione minima: i musicisti si muovono nello spazio, circondati dal pubblico, costruendo un ambiente sonoro in continua trasformazione. Voce, violino, batteria, tastiere, tromba e percussioni si intrecciano in una pratica che attraversa tradizione e contemporaneità, memoria e invenzione.

Il progetto parte dalle radici musicali dei territori d’origine degli artisti – Galizia, Catalogna e Paesi Baschi – per spingersi verso una scrittura aperta, in cui convivono folk, jazz, musica concreta, elementi rituali e gesti performativi. L’ascolto diventa così un atto centrale, capace di restituire profondità e attenzione in un tempo dominato dalla velocità delle immagini.

Los Sara Fontan, duo formato da Sara Fontan e Edi Pou, è attivo da anni nel circuito internazionale della musica sperimentale, mentre Amorante è una figura chiave della nuova scena basca, capace di trasformare la propria pratica strumentale in una vera e propria “orchestra solista”.

Il concerto a MITA si inserisce nel percorso di Voices | HYBRITUDE Music, rassegna che accoglie progetti in cui la voce e il suono diventano luoghi di incontro tra geografie, linguaggi e tradizioni differenti, generando nuove forme di ascolto.

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CONCERTO | DICTAPHONE – Unstable

mercoledì 11 febbraio 2026, ore 21:00

Il concerto dei DICTAPHONE inaugura la seconda parte della rassegna Voices | HYBRITUDE Music 2025–2026, il ciclo di appuntamenti dedicati alla ricerca sonora e alle pratiche musicali contemporanee ideato e curato da MITA Centro Culturale.

DICTAPHONE è un progetto internazionale che riunisce Oliver Doerell (elettronica), Shahab Anousha (tromba e voce) e Helga Raimondi (voce e visual). Attivi tra Berlino, Teheran e Londra, gli artisti sviluppano una pratica musicale che intreccia elettronica minimale, parola, suono acustico e immagine, dando vita a performance intense e misurate, costruite sull’equilibrio tra presenza fisica e astrazione.

La loro musica nasce da frammenti sonori, testi poetici, materiali elettronici e interventi visivi che si combinano dal vivo in una forma aperta e in continua trasformazione. L’ascolto è centrale: ogni elemento trova spazio e tempo, in una tensione costante tra suono e silenzio, gesto e parola.

Inserito nel contesto di Voices | HYBRITUDE Music, il concerto dei DICTAPHONE dialoga con l’identità di MITA come luogo di incroci culturali e geografie plurali. Una proposta che invita a un ascolto attento e consapevole, in cui la voce non è solo canto, ma respiro, memoria e presenza.

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CONCERTO | PAOLO ANGELI – Lema

Nell’ambito della rassegna Voices | HYBRITUDE Music.
MITA Centro Culturale ospita Paolo Angeli, musicista, compositore e innovatore che ha ridefinito il rapporto tra tradizione e sperimentazione.

Con LEMA, Angeli presenta un lavoro intenso e autobiografico, un viaggio musicale che attraversa il Mediterraneo come spazio simbolico: mare di partenze, ritorni, incontri e trasformazioni.
Al centro della performance c’è la sua celebre chitarra sarda preparata, uno strumento unico che diventa orchestra, capace di unire melodie antiche e linguaggi contemporanei.

La musica di Angeli si muove tra folk mediterraneo, improvvisazione, jazz, post-punk, flamenco contemporaneo e musica araba, dando vita a un racconto sonoro che non segue percorsi prevedibili ma si costruisce nell’ascolto.

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photo credit Laura Stramacchia

CONCERTO | THEO ALEXANDER & QoW ft. OTTESWED – So Afraid to Show I Care

THEO ALEXANDER (Londra/Cina/Malesia)
QoW (Il Cairo/Praga)
e il poeta OTTESWED (Egitto)

So Afraid to Show I Care

Immagina: suoni raccolti in una ex vetreria di Praga, nastri che si intrecciano, bassi che scuotono lo spazio, parole che arrivano dritte senza avvisare.

È musica ma è anche cinema, poesia, improvvisazione, rumore, intimità, collisione.
Un progetto che ti porta da un’idea all’altra, come se il suono continuasse a reinventarsi davanti a te.

The Slow Music Movent: “un viaggio immersivo e sorprendente”
Swarm Magazine:

Artisti:
Theo Alexander – lavora con nastri, spazi industriali e performance
QoW – producer egiziano tra elettronica, lo-fi e ricerca sperimentale
Otteswed – spoken word intenso, diretto, necessario

Speciale Natale: il biglietto intero è proposto al prezzo ridotto di 10 euro (anziché 15)

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CONCERTO | STEVE GUNN – Daylight, Daylight

C’è una musica che non si limita a riempire lo spazio, ma lo trasforma.
Una musica che parla di tempo, di luce, di ascolto.
È quella di Steve Gunn, artista statunitense tra le voci più autentiche e poetiche della scena folk e sperimentale contemporanea, che arriva a MITA per un concerto intimo, ipnotico e profondamente evocativo.

Con Daylight, Daylight — il suo nuovo album, il primo dopo quattro anni di silenzio discografico — Gunn ci invita a entrare in un mondo dove le chitarre respirano, gli archi si muovono come onde e i suoni sembrano provenire da un paesaggio lontano, sospeso tra realtà e immaginazione.
Il disco, realizzato insieme al compositore e produttore James Elkington, è un dialogo tra suono e silenzio, luce e ombra, come un viaggio dentro la materia stessa del tempo.

A MITA Centro Culturale, la sua musica trova una cornice perfetta: tra i tappeti antichi della Collezione Zaleski e le architetture contemporanee dello spazio, ogni nota si intreccia con le trame dell’arte tessile, creando un’esperienza d’ascolto profonda e senza confini.

È un concerto per chi ama la bellezza che non ha bisogno di essere spiegata,
per chi vuole lasciarsi attraversare da suoni che accendono immagini,
per chi cerca un luogo dove l’arte e la musica si incontrano davvero.

Un viaggio nella luce. Un’esperienza di ascolto e contemplazione.

 

CONCERTO | HATIS NOIT – Aura

Il concerto di Hatis Noit ha aperto una nuova edizione di Voices | HYBRITUDE Music, rassegna di MITA Centro Culturale dedicata alla voce come spazio di ricerca e attraversamento culturale.

Con Aura, l’artista giapponese — originaria di Shiretoko e residente a Londra — ha portato a MITA una performance interamente costruita sulla voce, intesa come materia sonora primaria. Stratificazioni vocali, risonanze e silenzi hanno dato forma a un linguaggio che unisce folklore, avanguardia e poesia sonora, invitando il pubblico a un ascolto profondo e consapevole.

La presenza di Hatis Noit ha rappresentato un momento significativo per la rassegna, confermando l’impegno di Voices | HYBRITUDE Music nel proporre a Brescia progetti musicali contemporanei di respiro internazionale, capaci di generare nuove prospettive sull’uso della voce e sull’esperienza dell’ascolto.

CONCERTO | JOSEPHINE FOSTER – Domestic Sphere

MITA Centro Culturale ha ospitato Josephine Foster, una delle voci più enigmatiche e affascinanti del panorama musicale internazionale, a chiusura della prima parte della stagione Voices | HYBRITUDE Music.

Cantautrice e polistrumentista originaria del Colorado, Josephine Foster ha costruito nel tempo un linguaggio musicale personale e inclassificabile, in cui la voce diventa strumento narrativo capace di evocare epoche, paesaggi interiori e memorie collettive. Definita “sirena del folk americano”, la sua ricerca attraversa territori diversi: dal blues primitivo degli Appalachi al fado portoghese, dalle ballate popolari alla poesia di Emily Dickinson e García Lorca, in un equilibrio sospeso tra canto sacro e radice popolare.

Durante il concerto a MITA, Foster ha presentato brani dal suo ultimo lavoro Domestic Sphere, un progetto in cui suoni quotidiani e domestici — voci, campane, passi, insetti — si intrecciano con chitarra e voce, dando forma a un paesaggio sonoro intimo e ipnotico. La sua presenza scenica, rarefatta e intensa, ha restituito al pubblico un’esperienza di ascolto profonda, fuori dal tempo.

L’incontro tra la sua musica e gli spazi del museo ha confermato la vocazione di Voices | HYBRITUDE Music a creare dialoghi tra pratiche sonore contemporanee e luoghi attraversati da storie, geografie e stratificazioni culturali.

CONCERTO | DIMIDIAM / M. Milesi, G. Papetti, S. Douik & D. Kouate – Endless Migrations

Nel maggio 2025, MITA Centro Culturale ha ospitato DIMIDIAM meet Sarra Douik & Dudu Kouate, un progetto musicale che ha attraversato geografie, linguaggi e tradizioni, inserendosi pienamente nello spirito di Voices | HYBRITUDE Music.

Dimidiam nasce oltre dieci anni fa dall’incontro tra il sassofono di Massimiliano Milesi e la chitarra folk di Giacomo Papetti. Il nome, dal latino “a metà”, racchiude il senso profondo del progetto: uno spazio di dialogo tra strumenti, mondi sonori e sensibilità diverse. La loro musica, sospesa tra jazz nordico e folk cameristico, intreccia la forma-canzone con esplorazioni sonore che evocano terre lontane.

Con l’ingresso della cantante tunisina Sarra Douik, voce intensa accompagnata dall’oud, e del percussionista e griot senegalese Dudu Kouate, il progetto si è ampliato ulteriormente, trovando nuove direzioni espressive. Strumenti antichi, improvvisazione e tradizioni orali si sono fusi in un linguaggio musicale aperto e fluido, capace di attraversare il Mediterraneo e di aprirsi al continente africano.

Il concerto a MITA ha rappresentato un momento di incontro autentico tra storie, ritmi e identità, confermando il museo come luogo di ascolto e di dialogo culturale, in cui le differenze non si sommano ma si intrecciano, generando nuove forme sonore.

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CONCERTO | PARK JIHA – All Living Things

Il 9 aprile 2025, MITA Centro Culturale ha ospitato Park Jiha, compositrice sudcoreana tra le figure più riconosciute della scena contemporanea internazionale, all’interno della rassegna Voices | HYBRITUDE Music.

La ricerca musicale di Park Jiha si fonda sull’incontro tra strumenti della tradizione coreana e linguaggi sonori contemporanei. In scena, lo yanggeum, il saenghwang e il piri — strumenti antichi poco conosciuti in Occidente — dialogano con flauto, glockenspiel, campane, voce ed elettronica, dando vita a un minimalismo raffinato e immersivo. Il risultato è un’esperienza di ascolto in cui passato e presente si fondono in un equilibrio delicato e profondo.

Definita dal The Guardian come esponente della slow music, Park Jiha costruisce composizioni sospese tra meditazione e dinamismo, capaci di evocare una dimensione contemplativa senza tempo. Dopo il debutto con Communion (2018) e i successivi lavori Philos (2019) e The Gleam (2022), il concerto a MITA ha presentato brani dal suo ultimo album All Living Things (2025), un progetto che attraversa post-classica, ambient e musica cinematica.

La performance ha offerto al pubblico un momento di ascolto intenso e raccolto, confermando la vocazione di Voices | HYBRITUDE Music a creare spazi di dialogo tra tradizione e sperimentazione, e a ospitare pratiche musicali che fanno della voce e del suono un luogo di incontro e riflessione.

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