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Mostra | L’ARRIVO DEI MAMELUCCHI Tappeti mediterranei da oriente a occidente

8 febbraio 2025 – 4 maggio 2025

a cura di Giovanni Valagussa

 

Il 2025 a MITA Centro Culture si apre con un’esposizione dedicata ai tappeti delle coste del mediterraneo: un giro inatteso, sponda dopo sponda, per verificare come in vari luoghi si sviluppi quest’arte così tipicamente orientale, eppure ben presente dove non ci si aspetterebbe. L’ARRIVO DEI MAMELUCCHI. Tappeti mediterranei da Oriente a Occidente espone non semplicemente tappeti ma racconta gli scambi culturali, artistici e tecnici tra le sponde del Mediterraneo partendo dalla poderosa influenza dei raffinatissimi e rari tappeti Mamelucchi – circa 150 rimasti nel mondo tra musei e collezioni private –  realizzati al Cairo e in alcune manifatture del Nord Africa per arrivare agli intrecci dei tappeti della penisola iberica e della penisola italiana.

In questo periplo nel Mediterraneo, alcuni tappeti propriamente mamelucchi, cioè provenienti dall’Egitto, saranno contestualizzati nella diffusione più ampia della cultura araba, alla quale i Mamelucchi, la dinastia al potere nel Vicino Oriente dalla metà del secolo XIII al 1517, diedero indubbiamente notevole impulso grazie alla continuità di dominio e all’interesse per le arti. I tappeti mamelucchi saranno allora posti in dialogo con tappeti del Portogallo e della Spagna, ma anche del Marocco, oltre che appunto dell’Egitto e della Siria, per arrivare fino alla piccola sorprendente produzione detta dei tappeti rustici italiani, in Abruzzo. Rimane ovviamente fuori da questo ambito l’area dell’Anatolia, dove la presenza dei Turchi Ottomani crea un contesto culturalmente ben diverso e sviluppatosi più specificamente in epoca successiva.

Il panorama ‘mediterraneo’ si rivelerà così vario e affascinante, ma caratterizzato nel complesso da un clima fondamentalmente arabo, almeno per quanto riguarda i tappeti e più precisamente i loro motivi decorativi. Si potrà cogliere un gusto spiccatamente geometrico, fatto di elementi rettilinei continuamente spezzati come nei riflessi di un caleidoscopio, che si articola in sequenze ripetute identiche e all’infinito, quasi fossero dipendenti da modelli matematici. Anche la cromia, pur nelle differenti declinazioni, sembra limitarsi ad accordi sobri e raffinatissimi, che giocano su pochi colori. Su tutto questo ambito domina un rigido aniconismo, che sublima le scelte decorative in composizioni così rigorose da avvicinarsi a una sorta di perfezione astratta.

A questa rassegna farà da introduzione una ‘riscoperta’ del tutto particolare: nella splendida Sala delle Dame, nota tra gli esperti di tappeti come Sala dei Mamelucchi,  di Palazzo Martinengo Salvadego a Brescia, affrescata da Moretto e collaboratori per le nozze tra Girolamo Martinengo di Padernello ed Eleonora Gonzaga avvenute nel 1543, le nobili signore si affacciano a balaustre sulle quali sono appoggiati grandi e sontuosi tappeti, mamelucchi appunto, ed esclusivamente mamelucchi. Una presenza piuttosto rara, visto che il commercio di Venezia privilegiava i rapporti di scambio con Costantinopoli e l’Anatolia. Un’immaginifica riproduzione della sala, non una copia ma una restituzione visiva e spettacolare, sarà l’elemento contemporaneo di rilettura di questo poco noto ciclo di dipinti.

Il percorso della mostra permette di apprendere e riconoscere motivi comuni e differenze creative che si sono sovrapposti in circa quattro secoli di arte in mondi spesso in guerra ma sempre in contatto sulle vie dei mercanti e delle arti, rendendo il Mediterraneo un luogo unico per la storia dell’arte in generale e dei tappeti in particolare.

La mostra, a cura di Giovanni Valagussa, curatore di MITA Centro Culturale, sarà inaugurata sabato 8 febbraio con una lectio magistralis sui i tappeti mamelucchi del Dottore Alberto Boralevi, uno dei maggiori esperti mondiali nel mondo di tappeti e tessuti antichi, curatore, conferenziere e autore di numerose pubblicazioni.

 

8 febbraio 2025 – 4 maggio 2025

Ingresso libero

 

Photo credit Umberto Favretto, Wladimir Zaleski

Mostra
in corso

L’accesso alle mostre
è sempre gratuito.

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