a cura di Giovanni Valagussa
Attraverso la mostra ROMANINO E IL BUON SAMARITANO. Il ritorno di un quadro scomparso Fondazione Tassara annuncia la nuova acquisizione, ovvero il dipinto Il buon Samaritano di Girolamo Romanino.
Con l’ingresso di questo dipinto nella Collezione, Fondazione si arricchisce ulteriormente, andando così ad affiancare al patrimonio tessile un’opera pittorica.
Fondazione, non appena entra in contatto con il dipinto di Romanino, nei primi mesi del 2022, fu colpita dalla profondità espressiva trasmessa dal volto del buon Samaritano, colto nell’atto di prendersi cura con dignità e pietas di uno sconosciuto in difficoltà.
Proprio il profondo significato della parabola e il fatto che il dipinto sia stato per secoli in collezioni private, prima nella Fenaroli Maffei e poi in quella del celebre storico dell’arte ‘maestro di maestri’, Piero Tosca, e che sia comparso in sole due occasioni, nelle mostre del 1965 e del 2006, ha spinto la Fonazione ad acquistare l’opera nell’ottica di metterla a disposizione della città di Brescia e di tutti i visitatori di MITA.
Attraverso questo gesto Fondazione Tassara vuole essere al servizio e parte di quel ricchissimo patrimonio civico della città e della provincia: è un atto di generosità attraverso l’arte, nello spirito di Romain Zaleski che volle e sostiene la Fondazione.
La riscoperta di questo dipinto è anche l’occasione per approfondire un’opera che lascia aperti molti interrogativi a partire dal committente e dall’occasione precisa della sua realizzazione. Infatti la parabola evangelica è raramente presente nell’arte figurativa italiana ed europea in genere. Al centro del quadro si riconosce il cuore del racconto: a terra appare il viandante, spogliato dai suoi abiti, ferito e inerme. Su di lui si china il buon Samaritano per curare la ferita; una ferita al costato, che potrebbe implicare un riferimento alla stessa ferita di Cristo in croce. Un altro forte riferimento cristologico è il grande tronco scuro, che simboleggia la croce. Costruito così lo spazio centrale su una struttura piramidale, Girolamo Romanino ambienta gli altri passaggi del racconto a destra e a sinistra, dividendo con precisione antefatti e conseguenze.
La scelta della raffigurazione di un episodio così particolare non può essere casuale e permette di ipotizzare una relazione con un atto di beneficenza, forse all’interno della nascita delle confraternite.
Che si tratti di una committenza privata lo conferma il formato e altresì i particolari del quadro, come il volto ritrattistico del buon Samaritano e l’elemento del tutto nuovo rispetto al racconto rappresentato dalla spada al fianco, che permette di immaginare uno straniero a Brescia a metà del Cinquecento, come committente. Questo dipinto così anomalo non sembra avere derivazioni, copie o ulteriori interpretazioni oggi note. Ne esiste soltanto una incisione di Georg Pencz, datata 1543 ed eseguita dunque probabilmente durante o subito dopo il secondo viaggio in Italia del pittore e incisore tedesco.
La parabola, fedelmente riporta, dice anche altro, oltre alla vocazione individuale, dando aggiuntivo significato all’acquisizione: dove il Samaritano affida il ferito all’albergatore, pagandolo e pregando di curarlo, essa spiega che l’atto d’amore senza una “istituzione” strutturata, l’albergo, e senza una donazione di denaro per il suo sostegno non troverebbe completezza. Si sottolinea così la necessità che quell’atto d’amore sia completato da una cosa molto simile se non perfettamente coincidente con le associazioni di volontariato e le Fondazioni filantropiche che raccolgono e mettono a disposizioni risorse per il prossimo senza fare distinguo, costituendo lo straordinario tessuto delle virtù civiche solidaristiche.
È la dimostrazione del linguaggio universale di Romanino al punto che il buon Samaritano
può essere considerato il simbolo delle secolari virtù civiche del territorio bresciano e non solo.
Il dipinto potrà essere ammirato negli spazi di MITA Centro Culturale dal 30 maggio al 14 luglio.
30 maggio – 14 luglio 2024
Ingresso libero
Photo credit Wladimir Zaleski
Girolemo Romanino Il buon Samaritano – particolare spada
Girolamo Romanino Il buon Samaritano 1543 circa olio su tela MITA Centro Culturale Brescia
Girolamo Romanino Il buon Samaritano – particolre ferita sul costato curata dal Samaritano
Girolamo Romanino Il buon Samaritano – particolare il Samaritano consegna il viandante alla locanda