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Categoria: MITA nel mondo

Mostra | FORME DELLA PREGHIERA

Monastero di San Salvatore, Capo di Ponte

Mostra promossa da

Fondazione Camunitas, Fondazione Tassara, MITA Centro Culturale, FAI Delegazione di Brescia Gruppo della Valle Camonica, Mons. Giacomo Canobbio, Consigliere Fondazione Tassara, Zouhair El Youbi, Islamologo dell’Associazione Convergence

 

Con il patrocinio di

Comune di Capo di Ponte

 

Dalla collaborazione di Fondazione Tassara e Fondazione Camunitas è nata l’iniziativa di costruire un evento dove multiformi manifestazioni artistiche si intrecciano con la dimensione spirituale. FORME DELLA PREGHIERA si è configurato così come un evento di due giorni, 21 e 22 settembre 2024, dove all’interno delle antiche mura del Monastero di San Salvatore a Capo di Ponte, in Valle Camonica, religione, storia e contemporaneità si intrecciano in un poliedrico programma volto a comprendere tempi nuovi e complicati.

La Chiesa del Monastero, probabilmente antico santuario camuno sul quale in epoca ottoniana sarebbe sorta una costruzione dalla grandiosità essenziale, sarà il luogo in cui poter istituire un dialogo tra forme diverse di preghiera e tra forme diverse d’arte. All’interno delle tre suggestive navate della Chiesa la riflessione sulla preghiera prenderà forma attraverso l’incontro tra l’edificio di culto cristiano con alcuni tappeti della Collezione Zaleski, che dalla sede di MITA, a Brescia, sono stati qui allestiti per l’occasione, e con un’opera di arte contemporanea. L’installazione è stata curata da Giovanni Valagussa, curatore di MITA, attraverso un progetto espositivo rispettoso tanto del luogo e delle opere quanto del profondo significato dell’iniziativa.

La scelta dei tappeti da porre in dialogo con la nuda pietra delle mura e con i capitelli figurati romanici dell’edificio cristiano si è rivolta così ai tappeti a preghiera: un genere specifico di ‘suolo sacro’ di piccole dimensioni, che accoglie il fedele islamico in preghiera. I tappeti provenienti dalla Persia e dall’Anatolia sono stati selezionati nel numero di 12, numero simbolico da tempi antichissimi che porta valori di armonia e totalità in molti ambiti, dalla religione alla filosofia. I tappeti preghiera, attraverso la rappresentazione del mihrab, la nicchia scolpita nelle moschee indicante la direzione delle Mecca, sono anche delle aperture disegnate da architetture raffinatissime che introducono allo spazio della sacralità, consentendo al fedele dell’Islam di accedere alla dimensione spirituale: accessi necessari, che annullano la distanza, grazie alla loro dimensione evocativa. Tuttavia i tappeti non sono stesi a terra come dovrebbero per l’uso dei fedeli: sono sospesi alle pareti all’interno della navata centrale della Chiesa grazie a supporti metallici inseriti nelle buche pontaie, suggerendo un rapporto di dialogo senza interferenze tra la struttura imponente in pietra, che rappresenta la lunga storia della tradizione di questo luogo, e la leggerezza meditativa di un’altra tradizione, proveniente da premesse analoghe di monoteismo. L’installazione è completata dalla collocazione nell’abside della Chiesa dell’opera di arte contemporanee di Alessandro Verdi della serie Navigare nell’incertezza, rispondendo ad un’esigenza ‘archeologica’ che pone in dialogo il passato con il presente. Con questo intervento si ripristina idealmente la dimensione dell’altare originario della Chiesa, che era senza dubbio costituito da una struttura in muratura solida e piena, collocata al centro dell’emiciclo dell’abside, di cui si nota ancora traccia. Lo spazio visivo dell’altare originario, e la proposta che questo avesse una struttura sovrastante in forma di ciborio, viene con lievità indicata dall’intervento contemporaneo, che nel colore dorato della cera di superficie ci ricorda la presenza costante di queste strutture ornate nelle più antiche chiese romaniche.

Poter istituire oggi all’interno di questo straordinario edificio un dialogo tra forme diverse di preghiera assume e conferma quel fluire del tempo, del pensiero e del significato dello spirito dei luoghi che costituisce il filo della storia e il suo lascito ad ogni età successiva.

Il momento di riflessione all’apertura dell’evento è curato da Monsignor Giacomo Canobbio, consigliere di Fondazione Tassara, attraverso l’incontro con Zouhair El Youbi l’islamologo della Associazione Convergence, introducendo così il tema portante di questi due giorni.  Anche la musica entra a far parte di FORME DELLA PREGHIERA attraverso la performance serale Aural Textures del duo Molom, che nelle navate della chiesa declinerà la spiritualità suggerendo ulteriori riflessioni.

In questi due giorni dedicati al dialogo tra le forme della preghiera l’istallazione delle opere d’arte all’interno di un luogo dalla millenaria storia che segna la Valle Camonica, saranno raccontate attraverso le visite guidate condotte dal Gruppo della Valle Camonica della Delegazione di Brescia FAI. FORME DELLA PREGHIERA si configura così come un evento corale in cui differenti spunti di riflessione sul dialogo interculturale si intrecciano all’interno del suggestivo Monastero di San Salvatore.

21 e 22 settembre 2024

Ingresso libero